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GLI OLI USATI SONO RIFIUTI PERICOLOSI
E' fondamentale affidarsi per lo smaltimento ad aziende specializzate nella raccolta.
Una buona notizia e una cattiva. La buona è che l’Italia è al primo posto in Europa per la rigenerazione degli oli lubrificanti usati: la percentuale si attesta attorno all’82% delle quantità raccolte. Secondo i dati disponibili del 2003, la Germania arriva amalapena al 40%, la Francia al 28%e addirittura in alcuni Paesi comela Gran Bretagnanonsi rigenerano gli oli usati. La cattiva notizia è che, secondo uno studio fatto sulla base di dati 2004, in Italiamancherebbero all’appello circa 40mila tonnellate di lubrificanti usati all’anno. Bazzeccole rispetto al totale?Niente affatto. Tenendo conto che 4 chili di olio il comune cambio dell’olio di un auto sono sufficienti per inquinare una superficie d’acqua equivalente a un campo da calcio, queste 40mila tonnellate, se disperse nell’ambiente inmodo scorretto, potrebbero danneggiare una superficie grande quasi quanto l’Austria. Poiché la maggioranza di queste quantità è destinata a usi impropri non contemplati dalla legislazione, in realtà è solo una minima parte che viene effettivamente dispersa. Insomma, nonostante l’indiscusso primato europeo, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che da oltre 20 anni gestisce il ciclo dei lubrificanti usati, non può adagiarsi sugli allori e ha davanti a sé diverse sfide. Da un lato, il Consorzio deve cercare di far uscire dal “sommerso” le circa 30mila tonnellate di olio usato che si nascondono nel settore industriale; dall’altro, deve riuscire a spiegare alle migliaia di automobilisti e motociclisti italiani che fanno da soli il cambio dell’olio di non sbarazzarsene come se fosse acqua. Non solo. Se nella gestione degli oli usati il Consorzio rappresenta un esempio dell’”Italia che funziona”, nel campo delle emulsioni oleose è rimasto finora un po’ ai margini. Ma cosa sta facendo per recuperare terreno sui diversi fronti? Vi sono varie attività e progetti in corso, altri sono allo studio: in particolare per il segmento del cosiddetto “fai da te” oggetto da sempre di grandi e capillari campagne di comunicazione il Consorzio ha dato il via a un’iniziativa sperimentale nella Provincia di Macerata che prevede l’installazione di contenitori per la raccolta presso alcuni punti vendita carburanti al fine di avvicinare ai detentori di olio usato “un punto di conferimento”. È infatti essenziale che, una volta acquisita la nozione del buon utilizzo di questo rifiuto pericoloso, il consumatore abbia facile e diffuso accesso agli strumenti di raccolta. Ecco perché molti porti italiani sono stati dotati di “isole ecologiche” per gli utenti della nautica e della pesca. Sul fronte delle emulsioni, invece, è in cantiere la realizzazione di un maxi impianto di trattamento in Provincia di Pavia.
Cosa NON fare con gli oli usati:
• non versare oli usati in pozzetti di raccolta scorie, canali di scolo o scarico, • non utilizzarli come antidiserbanti, • non utilizzarli per proteggere opere in legno, • non utilizzarli come combustibile da riscaldamento.
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