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CONSORZIO NAZIONALE IMBALLAGGI
Facciamo il punto della situazione dopo i primi dieci anni di attività del CONAI
Il Conai, consorzio nazionale imballaggi, si appresta a terminare le celebrazioni dei suoi primi dieci anni di vita e lo fa rivendicando (giustamente) il ruolo che ha svolto per dare il necessario input industriale al sistema di gestione dei rifiuti, avviato dalla riforma del decreto Ronchi. A più voci si è detto che se il sistema integrato dei rifiuti non fosse impostato con caratteristiche industriali, non avrebbe avuto non solo possibilità di successo ma nemmeno sarebbe potuto decollare. A dieci anni dal varo delle regole che quel sistema hanno cominciato a impostarlo, sebbene tanti passi avanti siano stati fatti, la strada e il cammino paiono essere ancora lunghi e tortuosi. Anche per l’effetto frenante che la lunga gestazione della nuova normativa e l’attuale livello di confusione che la domina, hanno avuto. Il Conai, come dice il suo presidente Roberto De Santis, vale il 3% del Pil nazionale, con un fatturato che sfiora 40miliardi di euro. Risultati degni di assoluto rispetto, e non solo dal punto di vista economico dal momento che grazie all’avvio del sistema imballaggi, si sono risparmiate 12 milioni di tonnellate di materie prime operando sulla prevenzione e sulla sostituzione di materie vergini con quelle di recupero. Che tornano al sistema grazie all’avvio di raccolte differenziate, arrivate non a livelli di successo, ma sicuramente con una crescita significativa rispetto al decennio scorso.
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