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COMMERCIO ELETTRONICO
L'italia è in notevole ritardo rispetto al resto d'Europa

Un recente rapporto sulla situazione dell’universo ICT italiano, delinea il quadro della prima metà del 2007. Vanno male l'e-commerce e la Pubbica Amministrazione.

Complessivamente risulta che l’intero comparto IT italiano cresce dell’1,7%, valore che mostra un segno di ripresa molto forte e migliore del 2005 e del 2006. Il fatturato è di 9.921 milioni di euro, che invece sono 31.971 milioni di euro riferendolo all’intero ambito ICT (Informatica e Telecomunicazioni aggregate), rivelando un tasso di crescita pari allo 0,8% rispetto al primo semestre 2006. Le TLC invece segnano un rallentamento nella crescita, con un incremento limitato allo 0,5% rispetto all’anno scorso e con un fatturato nell’ordine dei 22.050 milioni di euro.
Sconsolante invece la situazione dell’e-commerce: in Italia solo lo 0,8% rappresenta la quota di fatturato nel 2006, mentre la media europea è del 3,5%. Un grosso freno è la limitatezza della banda a disposizione di ciascun utente – l’ADSL è ancora troppo poco diffuso – e la presenza del made in Italy ancora troppo limitato nel mondo dell’e-commerce.
Discorso ancora più cupo si riferisce alla Pubblica Amministrazione: il quadro addirittura è in peggioramento, con una riduzione della domanda informatica che sembra inarrestabile. Rispetto al 2005 alla fine del 2006 si registra infatti un calo dell’1,4%. Però va detto che oltre il 60% dell’offerta di servizi pubblici è attualmente fruibile on-line, quota superiore a quella della media europea, che si ferma al 50%. Il problema è che solo per il 16% viene utilizzata dai cittadini, contro il 24% della media. La causa ultima allora è sempre lo stessa: bisogna spingere l’utenza italiana verso Internet e la banda larga, con leggi idonee e opportuni incentivi.


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