PIRATERIA NELLE AZIENDE
il problema maggiore è l’uso illimitato delle licenze
Le recenti indagini della Guardia di Finanza nel campo della pirateria di software hanno delineato i confini dell’utilizzo in azienda di programmi non coperti da licenze d’uso originali. Il fenomeno ha due rami principali: l’impiego di applicazioni che non hanno nessuna licenza e provengono da download illeciti o dal reperimento non autorizzato degli installer e l’installazione di un software in un numero di volte superiore a quello previsto dalla licenza acquistata – quest’ultimo è un comportamento illegale denominato underlicensing. Il 50% dei casi scoperti sono proprio di underlicensing e chi viene scoperto in dolo generalmente invoca l’ignoranza della norma come attenuante delle proprie responsabilità. In sostanza la Guardia di Finanza ha condotto ispezioni su piccole aziende, esercizi commerciali, studi professionali (come quelli di architetti, ingegneri, amministratori condominiali), agenzie immobiliari, di pubblicità, grafica e tipografie. L’esito è stato che ben il 50,7% di queste ditte utilizzava software senza licenza. Le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro di 169 computer e 487 software illegali con un valore complessivo di 600.000 euro. Da notare che i software più comuni utilizzati senza copertura di licenza sono le applicazioni per l’impaginazione professionale come Quark, per la grafica come Adobe Photoshop e Corel Photopaint, i programmi di CAD di Autodesk e Acca. Non mancano all’appello ovviamente il pacchetto Office e sistemi di protezione antivirus di Symantec.
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